Ippocrate, padre della medicina, consigliava il siero per aumentare le difese dell’organismo. Nel XV-XVI secolo, medici come Pantaleone da Confienza e Girolamo Accoramboni ne scrissero le virtù terapeutiche.

Oggi troviamo una miriade di pubblicazioni scientifiche che mostrano, a conferma di quanto già noto da tempo, come il siero di latte agisca su due principali fronti: il sistema motorio ed il sistema gastrointestinale.

Nel nostro piccolo, stiamo rilevando, in realtà, una crescente risposta positiva per ciò che riguarda il secondo aspetto: quello del microbiota intestinale. Forse perchè di moda, forse perchè più rapidamente percepibile? Molti utilizzatori rilevano un rapido benessere nella propria regolarità intestinale.

Le proteine contenute nel siero di latte sono diverse da quelle del latte di partenza. Questo perchè durante il processo di caseificazione le sostanze, siano esse proteine o zuccheri, vengono trasformate, inglobate tutte o in parte nel formaggio. La parte che resta va a finire nella sostanza acquosa che chiamiamo comunemente siero.

Nella nostra cultura, il siero è spesso considerato uno scarto, in gergo tecnico “un sottoprodotto”, che molti possono anche associare alla alimentazione animale, specialmente di suini. Per questo, generalmente ne facciamo un pensiero “negativo”. Qualcuno potrebbe anche avere ricordi di infanzia, per cui fuori dalle casere degli alpeggi c’erano grandi pozze gialle di siero “buttato” perchè non utilizzato.

Il siero però è ricco, anzi ricchissimo di elementi di fondamentale importanza che possono aiutare il nostro intestino in modi diversi, andando a riequilibrare la flora intestinale e rinforzare la capacità immunitaria localizzata nello stesso tratto.

Seguiteci nella lettura…nel prossimo articolo vi spiegheremo cos’è l’equilibrio intestinale

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